L'importanza della bonifica degli impianti di climatizzazione
- 25 set 2017
- Tempo di lettura: 3 min
Aggiornamento: 6 mar
Gli impianti di trattamento dell’aria sono utilizzati negli ambienti di lavoro non solo per il controllo termico-igrometrico e per il ricambio d’aria generale, ma anche per l’abbattimento della concentrazione di eventuali polveri o particelle aerotrasportate. Se non adeguatamente gestiti simili impianti andranno a diffondere all’interno dell’ambiente diverse tipologie di inquinanti come microrganismi patogeni, allergeni, polveri, fibre e agenti chimici, rendendo potenzialmente l’impianto una fonte di rischio per gli occupanti e per i tecnici impegnati in eventuali operazioni di manutenzione. Le operazioni di manutenzione e pulizia sono molto importanti per mantenere gli impianti in buono stato controllandoli regolarmente per assicurare il corretto stato igienico adottando, in caso contrario, tutte le misure preventive a garantire la sicurezza dei lavoratori. Il documento redatto dall’Inail dal non “Impianti di climatizzazione: salute e sicurezza nelle attività di ispezione e bonifica” pubblicato grazie ai contributi della Contarp, dalla Consulenza tecnica per l’edilizia e dal Dipartimento di medicina, epidemiologia, igiene del lavoro e ambientale dell’Inail insieme all’Associazione italiana igienisti sistemi aeraulici (AIISA), suddiviso in schede va ad approfondire i diversi aspetti della verifica come:
l’ispezione visiva;
l’ispezione tecnica;
la bonifica.
L’opuscolo per ogni fase fornisce diverse indicazioni sui comportamenti, le attrezzature e i dispositivi di protezione da adottare allegando schede di sintesi relative ai DPI da utilizzare per ciascuna delle fasi di lavoro con schede sulle emergenze sulla quale annotare nomi e numeri da contattare in caso di emergenza. Nella parte iniziale il documento analizza l’importanza degli impianti di condizionamento ricordando come l’uomo sia un soggetto esposto a molti agenti chimici e biologici di diversa natura attraverso l’aria inspirata, il contatto con superfici contaminate e l’ingestione di cibo e bevande. L’uomo inoltre è lui stesso fonte di contaminazione microbiologica attraverso i fluidi biologici, mucose ed epidermide. Nonostante molti dei microrganismi possono risultare innocui, altri possono approfittare delle condizioni favorevoli sviluppatesi nell’impianto di areazione moltiplicandosi e diffondendosi attraverso il normale uso dell’areazione. Alcuni di questi possono superare l’Unità di trattamento dell’aria (UTA), oppure può capitare che siano generati dall’usura del sistema o dall’impianto stesso e insinuarsi all’interno del sistema di filtraggio. In quest’ottica appare chiaro come gli interventi di manutenzione ordinaria e straordinaria siano gli strumento per mantenere ottimale la qualità dell’aria. I rischi tuttavia a cui sono esposti i lavoratori del settore sono di diversa natura, come ad esempio la possibile esposizione a polveri, fibre e agenti chimici così come biologici in grado di indurre l’insorgenza di una malattia, così come quelli per la sicurezza sono legati all’utilizzo di strumentazione elettrica, tagliente e ai lavori in altezza e spazi confinati, causa di infortuni. Di seguito alcuni doveri del lavoratore:
deve collaborare all’adempimento degli obblighi di legge osservando le disposizioni e le istruzioni fornite dal datore di lavoro;
deve utilizzare in modo appropriato i dispositivi di protezione collettiva e individuali messi a disposizione;
non deve modificare attrezzature e dispositivi o compiere alcuna azione che possa compromettere la sicurezza propria e altrui;
deve segnalare immediatamente eventuali mal funzionamenti o deficienze di attrezzature e dispositivi adoperandosi direttamente, nel limite delle proprie competenze e possibilità, in caso di emergenza.
Ricordiamo che secondo il [D.Lgs. 81/2008] indica come attrezzatura di lavoro tutte le macchine, apparecchiatura, utensile o impianto (complesso di macchine) impiegato nello svolgimento del proprio lavoro. Le attrezzature inoltre devono essere conformi alle specifiche disposizioni legislative e delle direttive comunitarie di prodotto, se dovessero mancare specifiche disposizione basterà attenersi ai requisiti generali di sicurezza indicati nell’allegato V del d.lgs. 81/2008. Il documento che troverete in allegato, si sofferma sulle conformità europee del prodotto, sulla marcatura CE e riporta un elenco di linee guida, standard internazionali, leggi regionali e nazionali che trattano specifici aspetti della gestione degli impianti.
Proponiamo l’indice del documento “[Impianti di climaticcazione: salute e sicurezza nelle attività di ispezione e bonifica]” (pdf scaricabile):
1. Introduzione
2. Scopo
3. Impianti di condizionamento
3.1 Lavorare in sicurezza
3.2 Sicurezza delle attrezzature di lavoro
3.3 Normativa e prassi operative di riferimento
4. Ispezione visiva e tecnica
4.1 Ispezione visiva
4.2 Ispezione tecnica
5. Sanificazione
5.1 Unità di trattamento dell’aria
5.2 Condotte
5.3 Componenti di linea
5.4 Terminali aeraulici
5.5 Unità locali
6. Dispositivi di protezione individuale (DPI)
6.1 Generalità
6.2 Requisiti dei DPI
6.3 Criteri di scelta dei DPI
6.4 Indicazioni di scelta dei DPI per le attività di ispezione e/o pulizia degli impianti di climatizzazione
Schede sui rischi:
Ergonomia e movimentazione manuale dei carichi
Lavoro in altezza e caduta di materiali/oggetti dall’alto
Polveri e fibre
Rischio biologico
Rischio chimico
Rischio elettrico
Rischio da rumore
Utilizzo di attrezzature e contatto con oggetti
Schede sui DPI:
Ispezione visiva e tecnica
Pulizia e sanificazione
Pulizia del cantiere - facchinaggio - trasporto
In caso di emergenza