Rischio stress lavoro correlato: rapporto tra RLS e Medico
- 9 set 2014
- Tempo di lettura: 3 min
Aggiornamento: 6 mar
Lo stress lavoro correlatoè sicuramente uno deirischi più diffusi negli ambienti lavorativi. Allo stesso tempo è anche quello di più difficile individuazione e risoluzione. Proprio per questo motivo, la collaborazione tra RLS e [Medico competente] può risultare determinante nell’affrontare in maniera adeguata tale rischio. Con l’emanazione del [D. Lgs. 81/08], la valutazione del rischio da stress lavoro correlato è diventata obbligatoria. Ma a distanza di molti anni la metodologia per l’individuazione del rischio e gli strumenti di risoluzione dello stesso non sono ancora in linea con gli adempimenti previsti dalla normativa. Tutto ciò genera una serie di criticità, che traggono fondamento dalla poca chiarezza presente nel quadro normativo di riferimento. Ma cosa si intende esattamente con Stress da lavoro correlato? In questo articolo spiegheremo nel dettaglio la sua definizione, quali sono i sintomi e cosa prevede la normativa.
Stress lavoro correlato definizione
Secondo l'Accordo Quadro Europeo del 2004(Accordo Europeo sullo stresssul lavoro) si definisce stress lavoro-correlato (SLC) uno stato di stress causato dalle richieste dell'attività lavorativa che superano le capacità di controllo egestione del lalavoratore. In questo senso quindi, lo stress da lavoro correlato, è una dinamicache può interessare qualsiasi ambiente di lavoro. Il D. Lgs. 81/08, in materia di stress, recepisce quanto previsto dall’Accordo Quadro Europeo sullo Stress Lavoro Correlato del 2004. Tale Accordo fornisce delle indicazioni molto importantisulla gestione del rischio, ma non chiarisce, se lo stressvada inserito nel processo di valutazione di tutti i rischi oppure vada affrontato solamente con la predisposizione di una specifica politica aziendale. Per rispondere a questi dubbi, è possibile consultare l'apposita Circolare emanata nel novembre 2010 dalla Commissione Consultiva Permanente, secondo la quale, l’unico modo per essere in regola con gli adempimenti normativi è quello di effettuare la valutazione del rischio dello stress lavoro correlato. Tuttavia, va detto che nonostante questa circolare, da un punto di vista normativo, permangono ancora delle lacune causate essenzialmente dalla particolare natura del rischio stress. E’ proprio in funzione di queste peculiarità che l’apporto del Medico competente e dello RLS possono risultare di estrema importanza, soprattutto per quanto riguarda:
La fase di valutazione del rischio
La [Sorveglianza sanitaria].
La valutazione del rischio da stress lavoro correlato prevede un ampio coinvolgimentosia del Medico competente sia dello RLS. A differenza degli altri rischi, la figura del RLSnon deve essere solo consultato, ma deve partecipare attivamente sin dalla fase di pianificazione, con particolare riferimento all’individuazione dei gruppi omogenei. Per quanto riguarda la Sorveglianza Sanitaria, pur non essendo obbligatoria per questo tipo di rischio, ha sicuramente un’importante funzione. Il Medico Competente, nello svolgimento della propria attività sanitaria, deve occuparsi di effettuare le visite su richiesta. Tali visite possono, talvolta, costituire degli eventi sentinella, che stanno ad indicare l’esigenza di gestire il rischio in maniera diversa o, addirittura, la necessità di attuare una revisione della valutazione del rischio stress. La maggior parte delle problematiche relative allo stress lavoro correlatosi manifesta attraverso la comparsa di disturbi di natura psichica. Tali patologie possono essere di lieve entità oppure di maggiore gravità, ma di qualunque livello esse siano, vanno comunque trattate con estrema attenzione, al fine di evitare strumentalizzazioni e problemi relazionali sul posto di lavoro. In quest’ottica la presenza del Medico e dello RLS costituiscono senza dubbio un importante strumento di tutela per i lavoratori. In conclusione, il ruolo del Medico competente e dello RLS nella gestione dello stress lavoro correlato risulta molto importante, in quanto sono le due figure aziendali, che meglio di altri, sono a conoscenza degli effetti che l’organizzazione del lavoro produce sui singoli lavoratori.